E’ partita la mattina del 21 Maggio alle 9:30 l’offensiva del gruppo di hacktivisti LulzSec ai danni dell’Ospedale San Raffaele di Milano. Il team ha pubblicato una serie di screenshot contenente i dati di pazienti, infermieri e medici della struttura milanese.

Il motivo che si cela dietro questa operazione trasparenza è da ricercare in un presunto data breach che l’Ospedale di Milano avrebbe subito un paio di mesi fa. Gli hacktivisti hanno infatti chiesto ai gestori se hanno provveduto ad informare il Garante di quanto avvenuto, in ottemperanza alle norme sul GDPR europee entrate in vigore lo scorso anno. LulzSec ha lanciato una sfida al San Raffaele: “entro fine giornata rilasceremo tutti i dati, in clear. A meno che non ci comunichiate qualcosa di concreto”.

Ma dietro potrebbe anche esserci un dente avvelenato verso il Prof. @RobertoBurioni che dice che la privacy è una fisima da “talebani” dell’Internet. Poche ore dopo la risposta del gruppo con la pubblicazione delle credenziali di accesso alla email hsr.it, con una password “filosofale”, tanto semplice da attirare l’ira LulzSec su Twitter. Contattato dall’AGI l’ospedale ha confermato l’incursione ma ha negato che gli hacker avessero raggiunto i dati sensibili dei pazienti con ciò, probabilmente, intendendo i dati anamnestici e diagnostici. Intorno alle 18,00 la piccata risposta del gruppo che ha fornito evidenza di essere entrato nel programma di accettazione pubblicando uno screenshot dell’anagrafica e tweettando: “Ditelo a chi ha fatto l’accettazione al @SanRaffaeleMI che i propri dati personali non siano sensibili. Assumetevi le vostre responsabilità!

Insomma un botta e risposta interessante, dove si vede per ora la sconfitta dell’ospedale e del Prof. Roberto Burioni, con la richiesta di dimissioni da parte del gruppo.